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	<title>nomination &#8211; Vinitalia TV</title>
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		<title>Tenuta San Guido</title>
		<link>https://www.vinitalia.tv/tenuta-san-guido/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2015 08:13:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AZIENDE]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar del vino]]></category>
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		<category><![CDATA[Miglior Vino Rosso]]></category>
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					<description><![CDATA[La Tenuta San Guido vince con il Bolgheri Sassicaia 2009, l&#8217;Oscar del Vino 2013 categoria Miglior Vino Rosso La storia dell&#8217; azienda Nato negli anni &#8217;60 a Bolgheri, in Toscana, nella Tenuta di San Guido, il Sassicaia è stato precursore di tanti nobili nettari affermatisi in seguito. Dicono che una piccolissima parte del suo successo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>La Tenuta San Guido vince con il Bolgheri Sassicaia 2009, l&#8217;Oscar del Vino 2013 categoria Miglior Vino Rosso</h1>
<p><strong>La storia dell&#8217; azienda</strong></p>
<p>Nato negli anni &#8217;60 a Bolgheri, in Toscana, nella <strong>Tenuta di San Guido</strong>, il Sassicaia è stato precursore di tanti nobili nettari affermatisi in seguito.</p>
<p>Dicono che una piccolissima parte del suo successo sia dovuta anche al nome, esoterico, che contribuisce a renderlo così speciale e diverso dagli altri. L&#8217;alto contenuto sassoso del terreno del podere porta ogni anno alla superficie nuove pietre, frammenti di montagne che cullano il prezioso nettare.</p>
<p>Forse dall&#8217;origine del terreno deriva il topònimo Sassicaja, o<strong> Sassicaia</strong>, in voga da oltre 150 anni. Piantato nel 1965, questo incredibile vino raggiunse il mercato solo nel 1968. E fu rivoluzione.</p>
<p>Sassicaia: Grande Vino. Civiltà del Bere, all&#8217;alba del terzo millennio, lo definiva &#8220;vino del futuro&#8221;. Sassicaia: Grande Storia, fu proprio questo vino che fece conoscere il vigneto Italia nel mondo.</p>
<p>Al marchese Mario Incisa della Rocchetta, padre di Nicolò, va il merito di aver compreso con molto anticipo il territorio adatto al vigneto. Il nome stesso, sin dall&#8217;epoca romana, aveva sempre indicato un territorio adatto al vigneto, ma questa fantastica storia inizia soltanto quando, nella poderosa genealogia Incisa della Rocchetta, emerge la figura di Leopoldo Incisa, nato nel 1792 e dal 1812 già alle prese con la carriera amministrativa. Solo nel 1845 esce uno studio sulla stagione più adatta allo svinare, ma più interessante é la memoria senza data intitolata “Nozioni generali”, nella quale viene minuziosamente raccontata la situazione dei vigneti di Rocchetta Tanaro. La sperimentazione e gli studi di Lepoldo culminano nel famoso catalogo del 1862, che attrae l´attenzione di ampelografi e vitivinicoltori, che accorrono in gran numero ad ammirare, nelle sale inferiori del castello della Rocchetta, ben 175 varietà di viti in vaso.</p>
<p>Nel 1869, a 77 anni, Leopoldo pubblica il secondo catalogo “Descrittivo e ragionato” della propria collezione di vitigni italiani e stranieri: sono 175 vasi e al numero 92 troviamo il <strong>Cabernet Sauvignon</strong>, al 145 il <strong>Cabernet Gris</strong> (o Cabernet Franc), che, come sottolinea il marchese Incisa della Rocchetta “sono entrambe usati nei vini di Bordò e sono fra i più preziosi ch´io abbia introdotti nelle mie colture”. Durante gli ultimi anni di vita, Leopoldo si fa portare in casa i vasi delle viti per continuare i propri studi prediletti e quando muore, nel 1871, nonostante il vivaio gli sopravvive per un breve periodo, il catalogo resta, per diventare fonte preziosa di consultazione per il pronipote, l´inventore del Sassicaia.</p>
<p>Quasi un secolo dopo, il pronipote Mario Incisa della Rocchetta, giovane studente di agraria, che trae ispirazione proprio da quei cataloghi e dalla frequentazione con il Barone Rothschild, per operare trapianti di barbatelle bordolesi prima sui terreni di famiglia (alla Rocchetta) e in seguito, con enorme successo, a Bolgheri. Nessuno prima di lui aveva pensato di far nascere un vino &#8220;bordolese&#8221; su un terreno italiano: tanto meno in una zona sconosciuta sotto il profilo vinicolo. La decisione di piantare questa varietà nella Tenuta San Guido fu in parte dovuta alla somiglianza che egli aveva notato tra questa zona della Toscana e Graves, a Bordeaux. Graves vuole dire ghiaia, e prende il nome dal terreno sassoso che distingue la zona: proprio come Sassicaia, in Toscana, che come abbiamo visto indica una zona con le stesse caratteristiche morfologiche. Nella biografia giovanile di Mario Incisa c’erano stati due incontri decisivi; il primo con Clarice della Gherardesca (erede della famiglia patrizia regnante da secoli nella Maremma toscana), che il 18 ottobre del 1930 diviene sua moglie e l’altro con Federico Tesio, impareggiabile selezionatore di purosangue, proprietario della più ricca scuderia di vincitori di Derby in Europa. La giovane coppia Incisa si stabilisce all&#8217;Olgiata, ex tenuta dei Chigi (la famiglia della madre di Mario), dove nasce un&#8217;azienda agricola modello e un allevamento, presto celebre, di futuri campioni: in questo centro passeranno i più grandi crack del tempo, da Nearco a Ribot, entrambi prodotti della nuova scuderia, la Dormello Olgiata costituita in società nel 1932 da Tesio e dagli Incisa. Durante il secondo conflitto mondiale l&#8217;Olgiata vivrà tempi difficili ma in pochi anni Mario saprà trasformare questa tenuta in una moderna fattoria, capace di essere anche un&#8217;oasi faunistica e ambientale (l´Oasi di Bolgheri): la prima oasi italiana riconosciuta internazionalmente.</p>
<p>Sarà qui che, finalmente, sull&#8217;altura dell&#8217;eremo di Castiglioncello, si troverà il terreno ideale per il suo cabernet: quel Sassicaia discende proprio da quel primo felice impianto e porterà al primo DOC singolo in Italia, un rosso che ha scalato rapidamente le graduatorie mondiali dei vini di qualità. Ma non fu comunque una strada facile; a dispetto delle ottime premesse, i primi giudizi su quel vino non furono positivi: tra il 1948 e il 1960, il Sassicaia rimane un vino di dominio strettamente privato e viene consumato solo nella Tenuta. Presto il marchese capisce che, invecchiando, il vino migliora notevolmente. Come spesso accade ai vini di grande levatura, i tratti considerati difetti, si trasformano con il trascorrere del tempo nelle ben note virtù che tutto il mondo riconosce al Sassicaia. Amici e parenti non smisero mai di incoraggiare Mario Incisa a continuare con gli esperimenti per perfezionare il proprio rivoluzionario stile di vinificazione: la scelta del Cabernet e l&#8217;uso delle barriques sono innovazioni introdotte in Italia, con successo, dal marchese Incisa, destinate ben presto a diffondersi in tutta la penisola.</p>
<p>Grazie alla sua sapiente regia, il 1985 è un &#8220;Annus Mirabilis&#8221;, in cui il Sassicaia è considerato unanimemente uno dei più grandi vini mai assaggiati in qualunque zona del mondo.</p>
<p>La prima vigna di Mario Incisa è considerata la culla del Cabernet italiano. La terra di Bolgheri continua a donare al Mondo il Sassicaia, un Vino che ha un&#8217;Anima Nobile e la memoria delle pietre.</p>
<p>[huge_it_portfolio id=&#8221;29&#8243;]</p>
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		<title>Florio</title>
		<link>https://www.vinitalia.tv/florio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2014 16:07:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar del vino]]></category>
		<category><![CDATA[Augusto Reina]]></category>
		<category><![CDATA[cantine florio]]></category>
		<category><![CDATA[Florio]]></category>
		<category><![CDATA[Marsala]]></category>
		<category><![CDATA[Marsala Superiore Semisecco Ambra Donna Franca Riserva]]></category>
		<category><![CDATA[nomination]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar del Vino 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Semisecco Ambra Donna Franca Riserva]]></category>
		<category><![CDATA[Trapani]]></category>
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					<description><![CDATA[L’azienda Florio all&#8217; Oscar del vino 2014 L’azienda Florio vince la nomination per la categoria &#8220;Migliore azienda vinicola&#8221; , all&#8217; Oscar del Vino 2014, con &#8220;Marsala Superiore Semisecco Ambra Donna Franca Riserva&#8220;. Nel video la vittoria e l&#8217; intervista ad Augusto Reina. L&#8217; AZIENDA. Florio è un innovatore per tradizione che rivela un mondo inaspettato, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>L’azienda Florio all&#8217; Oscar del vino 2014</h1>
<p>L’<strong>azienda Florio</strong> vince la nomination per la categoria &#8220;<strong>Migliore azienda vinicola</strong>&#8221; , all&#8217; Oscar del Vino 2014, con &#8220;<em>Marsala Superiore Semisecco Ambra Donna Franca Riserva</em>&#8220;. Nel video la vittoria e l&#8217; intervista ad <strong>Augusto Reina</strong>.</p>
<p><strong>L&#8217; AZIENDA.</strong></p>
<p><strong>Florio</strong> è un innovatore per tradizione che rivela un mondo inaspettato, un artigiano contemporaneo dall’anima intensa, insolita e preziosa. Vini di altissimo rango da assaporare in più occasioni, liquorosi, passiti e spumanti da riscoprire come aperitivo, da dessert e da meditazione. Nata nella “fascia del sole”, zona espressione di un delicato rapporto tra microclima, vigna e terreno, Florio è un’Azienda che negli ultimi due secoli ha maturato un’esperienza unica, grazie al rispetto della tradizione, alla cura del dettaglio e a innovative visioni.</p>
<p>Una linea di prodotti fortemente legata ai territori di origine e presentata in una veste moderna. Un marchio che trasmette sensazioni forti, grazie anche ai racconti affascinanti legati alla nascita di un prodotto storico, di una famiglia eccezionale e dei suoi molteplici interessi. Una ricerca continua della qualità operata attraverso la scelta dei frutti migliori, una lavorazione attenta e innovativa con l’obiettivo di creare prodotti ricchi di sensazioni calde come le terre da cui nascono. Zone strategiche vocate per produzioni inimitabili. Una strategia indirizzata per definizione all’eccellenza, una filosofia aziendale che cura da quasi due secoli la qualità dei particolari.</p>
<p>[huge_it_portfolio id=&#8221;14&#8243;]</p>
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		<title>Fietri</title>
		<link>https://www.vinitalia.tv/fietri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2014 15:47:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar del vino]]></category>
		<category><![CDATA[Chianti Classico]]></category>
		<category><![CDATA[Fietri]]></category>
		<category><![CDATA[Miglior Vino Rosato]]></category>
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		<category><![CDATA[Oscar del Vino 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Rosato 2012]]></category>
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					<description><![CDATA[L’azienda Agricola Fietri all&#8217; Oscar del Vino 2014 L’azienda Agricola Fietri in nomination per la categoria &#8220;Miglior vino Rosato&#8220;, all&#8217; Oscar del Vino 2014, con &#8220;Rosato 2012&#8220;. Nel video l&#8217; intervista di Vinitalia.tv. L&#8217; AZIENDA. L’azienda Agricola di Fietri offre uno dei più suggestivi e caratteristici ambienti della tradizione agricola italiana, nel cuore dell’area geografica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>L’azienda Agricola Fietri all&#8217; Oscar del Vino 2014</h1>
<p>L’azienda<strong> Agricola Fietri</strong> in nomination per la categoria &#8220;<strong><em>Miglior vino Rosato</em></strong>&#8220;, all&#8217; Oscar del Vino 2014, con &#8220;<strong>Rosato 2012</strong>&#8220;. Nel video l&#8217; intervista di Vinitalia.tv.</p>
<p><strong>L&#8217; AZIENDA.</strong></p>
<p>L’azienda Agricola di<strong> Fietri</strong> offre uno dei più suggestivi e caratteristici ambienti della tradizione agricola italiana, nel cuore dell’area geografica di produzione del vino “<strong>Chianti Classico</strong>”, in posizione centrale tra le Provincie di Firenze, Arezzo e Siena.</p>
<p>Rispetto ad altre realtà agricole che non conservano traccia delle antiche sistemazioni, i terreni di Fietri con le terrazze, i ciglioni, gli olivi, le viti e i boschi, mostrano il lavoro compiuto nei secoli per ricavare i terreni da cui ottenere le risorse necessarie per vivere.</p>
<p>L’azienda ha rinnovato tutti i vigneti aziendali arrivando alla superficie di 8 ettari, con particolare attenzione alle caratteristiche dei nuovi impianti, in funzione della produzione di vini di elevata qualità; con la nuova cantina, completata nel 2006, ha iniziato a produrre e imbottigliare direttamente il proprio vino.</p>
<p>[huge_it_portfolio id=&#8221;13&#8243;]</p>
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		<title>Bertani</title>
		<link>https://www.vinitalia.tv/bertani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2014 09:22:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar del vino]]></category>
		<category><![CDATA[Amarone]]></category>
		<category><![CDATA[bertani]]></category>
		<category><![CDATA[Miglior azienda vinicola]]></category>
		<category><![CDATA[nomination]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar del Vino 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Valpolicella Classico 2006]]></category>
		<category><![CDATA[vinitalia tv]]></category>
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					<description><![CDATA[Bertani all&#8217; Oscar del vino 2014 Bertani in nomination per la categoria &#8220;Migliore azienda vinicola&#8221; , all&#8217; Oscar del Vino 2014, con &#8220;Amarone della Valpolicella Classico 2006&#8221; . Nel video la nomination e l&#8217; intervista a Gianmatteo Baldi. Bertani, la storia La casa vinicola Bertani nasce nel 1857, fondata dai due fratelli Giovan Battista e Gaetano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Bertani all&#8217; Oscar del vino 2014</h1>
<p><strong><span class="Apple-style-span">Bertani </span></strong>in nomination per la categoria &#8220;<span class="Apple-style-span"><span class="Apple-style-span">Migliore azienda vinicola</span></span>&#8221; , all&#8217; Oscar del Vino 2014, con &#8220;<span class="Apple-style-span">Amarone della Valpolicella Classico 2006</span>&#8221; . Nel video la nomination e l&#8217; intervista a Gianmatteo Baldi.</p>
<h2><span class="Apple-style-span">Bertani, la storia</span></h2>
<p>La casa vinicola <strong>Bertani</strong> nasce nel 1857, fondata dai due fratelli Giovan Battista e Gaetano Bertani, a Quinto di Valpantena, a nord di Verona. L’inizio dell’attività dei Bertani coincide con lo spirito innovativo che spinge ad usare le più avanzate tecniche di produzione, sia in campo viticolo che enologico, nel rispetto del territorio e della cultura delle coltivazioni della zona.</p>
<p>Alta professionalità e qualità, nonché intraprendenza commerciale, furono i tratti che distinsero fin da subito i due fratelli nel panorama veronese. Bertani fu fra le prime aziende in Italia a comprendere il valore del vino in bottiglia e ad esportare la qualità italiana nel mondo.</p>
<p>La<strong> Bertani</strong> nasce con l’unità d’Italia, con la voglia e l’orgoglio di rappresentare l’eccellenza di una nuova nazione con una cultura millenaria. Questo impegno e la qualità dei suoi vini sono valsi alla Bertani, nel 1923, il simbolo distintivo del raggiungimento dell’eccellenza: il brevetto della real casa.</p>
<p>Il costante impegno nella viticoltura ed enologia spinse l’Accademia di Agricoltura, Arti e Commercio di Verona a segnalare la Bertani, nel 1870, come azienda agricola modello, grazie alla professionalità, all’introduzione di vigneti monocoltura, di nuovi sistemi di allevamento, che connotarono fin da subito lo spirito imprenditoriale della famiglia. Non solo: la qualità dei vini Bertani seppe imporsi fin da allora per la sua ricercatezza, tanto da vedere il Soave presente nel menu per l’incoronazione di Giorgio VI d’Inghilterra nel 1937.</p>
<p><span class="Apple-style-span">Bertani oggi</span></p>
<p>Oggi Bertani, di proprietà del Gruppo Angelini, è un&#8217;azienda solida con un costante aumento di distribuzione in Europa e nel mondo grazie anche alla nuova gestione manageriale intrapresa per rendere più moderna un’azienda che ha sempre saputo farsi conoscere per la sua capacità imprenditoriale.</p>
<p>L’azienda Bertani possiede vigneti e cantine in Valpantena, nella tenuta di Villa Novare in Valpolicella, e possedimenti nel Soave e nelle zone del Lago di Garda. La sede è nella originaria cantina di Grezzana, a nord est di Verona, dove si trovano ancora oggi i vigneti storici e dove si svolgono le attività di vinificazione, invecchiamento, imbottigliamento e spedizione.</p>
<p><span class="Apple-style-span">La filosofia </span></p>
<p>Bertani non rappresenta soltanto una grande, storica cantina veronese ma un modo di fare e di produrre denso di significato e libero da compromessi, una filosofia coerente, trasparente, fedele ai propri valori aziendali, dove i valori sono i vigneti, le cantine, la tradizione, il territorio e le risorse umane.</p>
<p>[huge_it_portfolio id=&#8221;33&#8243;]</p>
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